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	<title>Text | Gail Morris</title>
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		<title>Mehmedovic, from the show &#8216;The Passage Through 2004&#8217; Izola and Koper ( italiano )</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 11:56:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il valicamento creativo che scorgiamo immediatamente nella scultura di Gair Clair Morris che qui vi proponiamo, è indirizzato verso una specie di travaso, o &#8220;passaggio della forma&#8221;. La forma, che l&#8217;artista &#8220;leva&#8221; dalla massa materiale dei prodotti scultorei qui presentati, si sottopone all&#8217;idea di fondo citata in apertura. In questo senso, sotto le sue mani, &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/mehmedovic-italiano/" class="more-link"></a></p>
<p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/mehmedovic-italiano/">Mehmedovic, from the show ‘The Passage Through 2004’ Izola and Koper ( italiano )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valicamento creativo che scorgiamo immediatamente nella scultura di Gair Clair Morris che qui vi proponiamo, è indirizzato verso una specie di travaso, o &#8220;passaggio della forma&#8221;. La forma, che l&#8217;artista &#8220;leva&#8221; dalla massa materiale dei prodotti scultorei qui presentati, si sottopone all&#8217;idea di fondo citata in apertura. In questo senso, sotto le sue mani, materiali come la pietra, il ferro o l&#8217;argilla cambiano e diventano opere d&#8217;arte. La traccia che ci porta a scoprire la sua attività creativa, in senso temporale, si snoda molto pacatamente dalla figuralità all&#8217;astrazione. In questo senso, le sue opere oggi si presentano molto più frazionate e diverse nell&#8217;esecuzione pur rimanendo, allo stesso tempo, effettuate nel senso dell&#8217;idea di fondo. L&#8221;&#8216;otticità dell&#8217;oggetto&#8221;, che in scultura crea l&#8217;immagine, nell&#8217;opera che abbiamo dinnanzi, oltre alla voluminosità della materia, si basa anche sulla luce.<br />
L&#8217;effetto luminoso costruisce sia l&#8217;espressività che l&#8217;idea confessionale dell&#8217;autrice, ed essa lo sfrutta, significativamente e del tutto praticamente, in tutta la sua complessità. Le forme che ciò supportano sono sferiche e portano alla vacuicità del complesso scultoreo che si effettua in modo che la massa del corpo (intesa come volume) oltrepassa la propria soglia di mediazione. La luminosità, come valore aggiunto, si trasforma in forma creativa dell&#8217;espressione materiale.</p>
<p><a href="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1335 size-large" src="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2-1024x768.jpg 1024w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2-300x225.jpg 300w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2-768x576.jpg 768w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2-1536x1152.jpg 1536w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/A-Passage-a_2.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Nella sua opera Gail Morris ha sempre dato un peso particolare al materiale d&#8217;esecuzione per animarlo nelIa sua esistenziale grossolanità. 11 ferro e la pietra soprattutto. Le sue prime sculture in ferro, nate nella fase iniziale di creatività, erano strutture composte di forme estremamente appunti te, che rincorrevano una determinata confessione fabulativa in una specie di rappresentazione teatrale di traduzione delIa realtà. Nel decennio appena trascorso, il suo lavoro era legato ai contenuti interumani, al rapporto tra uomo e donna, e veniva espresso nella piccola scultura in pietra, dove la forma sferica già acquistava un posto importante. La figuralità espressa era qui piuttosto esplicita. Il momento di svolta nella sua opera, può essere considerata la massiccia scultura dal titolo &#8220;Looking for a light&#8221; (1991), dove facendo uso della luce, introduce l&#8217;idea dell&#8217;attraversamento.<br />
La mostra espone una serie di sculture che applicano quest&#8217;idea in varie esecuzioni e in diverse modalità espressive. Lo sviluppo della presenza dell&#8217;impulso luminoso è chiaramente percepibile nei campioni qui esaminati. 11 materiale di base al quale l&#8217;autrice si dedica è la pietra. La forma che essa sviluppa (ad eccezione della monumentale scultura &#8220;Looking for a light&#8221;) deriva dal cerchio. Il modello della fluidità da lei concepito è dato invece dalla struttura a goccia. Molto indicativa è la comunione del metallo e della pietra che si espande come processo di metamorfosi, di travaso alI&#8217;interno della massa espressiva. Il legame dell&#8217;autrice con la natura è presente in un più profondo senso ideale e contenutistico e si palesa nella mimesi delle forme e nell&#8217;influenza del materiale. La consapevolezza del materiale è sicuramente una componente preliminare del lavoro dell&#8217;artista.<br />
Da essa si è sviluppata buona parte dell&#8217;importanza verso il contenuto che caratterizza la scultrice. In questo &#8220;divenire&#8221;, l&#8217;idea del travaso è probabilmente erede del sottile rapporto dell&#8217;artista con il materiale nel quale sprigiona i propri stimoli e desideri creativi.<br />
Per Gail Morris è stato decisivo il suo incontro con la pietra avvenuto ancora alcuni decenni fa. Nella pietra ha sentito la possibilità di esprimersi, ha sentito le possibilità che scaturivano &#8220;dal suo interno&#8221;, sia dall&#8217;essenza della pietra quanto dalle forme che le stabiliva. Per decenni la sua volontà ha sgretolato e &#8220;plasmato&#8221; la pietra. La levigava negli enormi e monumentali pezzi dalle forme antropomorfe che oggi decorano alcuni spazi esterni, oppure l&#8217;ha modellata in piccole statuette figurative dalle svariate concezioni contenutistiche e formali. Oggi guarda nuovamente anche al ferro.<br />
Potremmo dire, che nella propria intrinseca &#8220;dura&#8221; immediatezza, il ferro sia simile alla pietra. NelIe varie bozze tecniche e nei processi dissolutivi della figura, la scultrice è venuta a trovarsi in una situazione piuttosto ambigua nei confronti dei materiali. L&#8217;idea del travaso si è praticamente manifestata come unione: una comunità dove pietra e ferro si raffrontano. La consapevolezza delIa luminosità, che nelIa pietra, nel ferro e nella ceramica si svolge soprattutto con l&#8217;introduzione di &#8220;apertura&#8221;, vacuicità della massa che resiste ma infine soccombe e porta con dignità la propria decorazione, è il punto culminante del lavoro attuale delI&#8217;artista. La concezione rustica delIe sue sculture, nella lavorazione di finitura si trasforma in una materia lirica, poetica con una ricca riflessione energetica. La materialità, smussata dalIa luce, raggiunge la perfezione. L&#8217;idea del travaso, della fluidità, si riallaccia all&#8217;infinito. all&#8217;armonia della polarità. alla spaziosità del pluriorientamento. alla grandezza, all&#8217;universalità&#8230; Questo trasferimento della forma produce molta dedizione mentale che accompagna incessantemente le iniziative artistiche delI&#8217;autrice. L&#8217;elemento della luminosità che scivola attraverso le aperture, feritoie introdotte, è come una specie di surrogato del colore nelIa visualizzazione dell&#8217;oggettività.<br />
Tutta la dinamicità si sublima in una specie di estensione nel tempo, che nei soggetti scultorei in esame intendiamo come viaggio della luce attraverso il tempo oppure viaggio della massa e quindi della forma attraverso il tempo. La temporaneità catturata è invece uno degli aspetti primari della ricerca nel visuale.<br />
La scultura in pietra, metalIo e ceramica non smaltata, esposta in questa mostra, presenta un&#8217;ampia panoramica della scultura di Gail Morris. La sua creatività, che si è sviluppata man mano nello scoprimento e nelIa competizione con la pietra, con la rozzezza del ferro, ed è riuscita ad esprimersi e a raggiungere la plasticità iIlusionistica anche nella fragilità dell&#8217;argilla, alla dispiegazione dei contenuti presenta sicuramente una miscela di spiritualità e corporeità. La preoccupazione nello studio delle forme si è evo Iuta nei giochi con le forme, dove il prodotto finale indirizza, con indicativa espressività, al superamento della corporeità stessa. Le sculture analizzate possiedono un volume sferico, a volte morbido e arrotondato con liricità, ma anche aperto ed elaborato, dove gli interventi nelIo spazio sfociano nelIa vacuicità. L&#8217;artista non è sempre alle prese con la mediazione ma è piuttosto spettatrice e cerca di catturare quanto già determinato. Con il suo sottile istinto per la natura, per la &#8220;buona forma&#8221;, attraverso la realtà oggettiva, materiale, raggiunge &#8220;la trasparenza delIa materialità&#8221;. Con &#8220;i modi di congiunzione dello spazio&#8221;, la ritmicità della forma che sviluppa come oggetto, come struttura che nobilita con l&#8217;elemento delIa lucentezza, determina la presenza irrisolta del materiale nel senso di partenza verso la spiritualità. Nel campo psichico, dove predomina la sua suggestività, oscilla tra &#8220;romanticismo&#8221; e rigorosità.<br />
Dejan Mehmedovic</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/mehmedovic-italiano/">Mehmedovic, from the show ‘The Passage Through 2004’ Izola and Koper ( italiano )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mehmedović, from the show &#8216;The Passage Through 2004&#8217; Izola and Koper (slovenian)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 10:38:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Kreativni prestop, ki ga v tokrat prezentiranem kiparstvu Gail Clair Morris najprej opazimo, je usmerjen v nekakšno pretocnost, “prehajanje forme”. Oblika, ki jo umetnica v vseh pricujoCih skulpturah lusCi iz materialne mase kiparskega izdelka, se podreja omenjenemu idejnemu izhodišču. V tem smislu se pod njenimi rokami spreminja kamnita, železna ali glinena tvarina iz katere nastajajo &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/mehmedovic-slovenian/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Kreativni prestop, ki ga v tokrat prezentiranem kiparstvu Gail Clair Morris najprej opazimo, je usmerjen v nekakšno pretocnost, “prehajanje forme”.</p>
<p>Oblika, ki jo umetnica v vseh pricujoCih skulpturah lusCi iz materialne mase kiparskega izdelka, se podreja omenjenemu idejnemu izhodišču.<br />
V tem smislu se pod njenimi rokami spreminja kamnita, železna ali glinena tvarina iz katere nastajajo umetničini artefakti.<br />
Vsekakor nas sled, ki bijo odkrivali v časovnem pogledu v njeno ustvarjalno dejavnost precej umirjeno vodi iz figuralnega v abstraktno.<br />
Tako bi morda njena dela danes slogovno videli kot bolj razcepljena in izvedbeno raznolika, hkrati pa zelo izpeljana v smislu omenjenega osnovnega izhodisca.<br />
“Optičnost predmetnega”, ki v kiparstvu tvori podobo, se v delu pred nami poleg volumskosti materije opira na svetlobo.<br />
Svetlobni efekt ekvivalentno gradi izpovedno izraznost in avtoričina ideja izpovedi pomensko in povsem praktično izrablja njegovega kompleksnost.<br />
Forme, ki to podpirajo so oble in vodijo v prevotlenost skulptrualnega kompleksa, ki se izvaja tako, da masivnost telesa prestopa lasten prag posredovanja v smislu volumna.<br />
Svetlobnost, kot dodana vrednost se spremeni v ustvarjalno formo izraznosti predrnetnega.<br />
Gail Morris je v svojem delu vedno prvenstveno upoštevala izvedbeni material, ki jo je animiral v lastni eksistencialni grobosti. Železo in kamen sta jo opredelila.<br />
Njene prvotne železne skulpture, nastale v začetni fazi ustvarjalnosti, so bile sestavljene strukture izrazito ojačenih form, ki so lovile dolo ceno fabulativno izpoved v nekakšni  teatralni igri prevajanja realnega.</p>
<p>V preteklem obdobju zadnjega desetletja, je bilo njeno delo vezano na vsebine medčloveškega, odnosov moški-ženska, kar je izpovedovala v objektih kamnite male plastike, kjer je forma oblosti že prevzemala osnovno mesto. Odražena figuralnost je bila tukaj precej eksplicitna.<br />
Prelomno dejanje v njenem delu pa bi videli v nastanku masivne skulpture “Looking for a light” (1991), kjer se oprime ideje prehodnosti z uvajanjem elementa svetlobe. Razstava pred nami prezentira serijo skulptur, ki aplicirajo idejo v različnih izvedbah in različnih modusih izpovedi.<br />
Vsekakor se razvojna linija posredovanja svetlobnega impulza v obravnavanih artefaktih jasno dojema. Osnovni material, ki se mu avtorica posveča je kamen.</p>
<p>Forma, ki jo razvija (razen v monumetalni skulpturi “Looking for a light”) se izpeljuje iz kroga. Uzomost zastavljene tluidnosti ji daje kapljevina. Zelo indikativen je spoj kovine in kamna, ki se proži kot proces metamorfozne preobrazbe, pretakanje znotraj izraznostne gmote. Avtoričina vez z naravnim je prisotna v idejnem in globjem vsebinskem smislu.<br />
Razvidna je v posnemanju oblik in v vplivnosti materiala. Zavedanje materiala je gotovo preliminarna komponenta umetničinega ela. Iz nje se je razvila večina kiparkine vsebinskosti. V sosledju nastajanja je ideja pretocnosti verjetno dedinja umetničinega subtilnega odnosa do materiala v katerem sprošča lastno ustvarjalno pobudo in hotenje.</p>
<p>Gail Morris je doživela lastno soočenje z karnnom, ko se je pred desetletji prvič spoprijela z njim, kot prelomno. V njem je občutila ožnosti izraziti sebe, občutila možnosti, ki so izvirali iz “njegove notranjosti”, iz kamnite biti kakor iz form, ki mujihje odrejala. Njena voljaje kamen drobila in oblikovala desetletja.<br />
Pustila ga je v velikih monumentalnih kosih antopomorfuih oblik, ki danes krasijo dolocena zunanja okolja ali pa ga je oblikovala v manjše figuralne kipce precej raznovrstnih vsebinsko formovnih zastavitev. Danes se zopet ozira tudi po železu.<br />
Lahko bi rekli, da je zelezo je v lastni “trdi” neposrednosti podobno karnnu. In v različnih tehničnih zametkih in proces izpeljave razgradnje figure se je kiparka znašla v nekakšnem ambivalentnem odnosu do materialov.</p>
<p>Ideja pretočnosti se je praktično manifestirala kot združenje: kamen in železo sta se soočila v skupnosti.<br />
Zavedanje svetlobnosti, ki se v kameninah, železju ali keramikah odvija predvsem z uvajanjem “odprtin”, prevotlenjem gmote, ki se upira, ampak podleže in dostojno nosi lastno okrasje, je kulminativna točka aktualnega umetničinega dela. Rustikalna osnova kiparkinih izdelkov se v končni obdelavi spreminja v lirično, poetično snov z bogato energetsko retleksijo. Predmetnost pa otoplena s lučjo, svetlobo doživlja popolnost.</p>
<p>Ideja pretocnosti fluidnosti se navezuje na brezkončnost, neomejenost, sozvočje polarnosti, prostranskost poliorientacije, velikost, univerzalnost&#8230;<br />
Prehodnost forme producira veliko miselne namenskosti, ki vseskozi spremlja avtoričine umetniške pobude.<br />
Element svetlobnosti, ki drsi skozi uvedene odprtine, line je kot nekaksen barvni surogat, nadomestek barve v vizualizaciji predmetnosti. Vsa dinamičnost se sublimira v ekakšno razteznost v času, ki jo v pričujočih kiparskih subjektih razumemo kakor, potovanje svetlobe skozi čas ali potovanje mase, torej forme skozi caso Ulovljena casovnost pa je eden primarnih aspektov iskanja v vizualnem.</p>
<p>Karnnita, kovinska in neglazirana keramična skulptura, ki namje predocena na pričujoči razstavi, zajema širok vpogled v kiparsko delo Gail Morris. Njena ustvarjalnost, ki se je na poti razvijala v odkrivanju in tekmovanju z kamnom, surovostjo železa in se uspela izraZati, doseči iluzionistično plastičnost tudi v krhkosti gline, je v razgmitvi vsebin gotovo zmes duhovnosti in telesnosti.<br />
Preokupacija v raziskavah forme se je zaokrožila v poigravanju z oblikami, kjer se koncen produkt z indikativno izraznostjo usmerja v prestopanje telesnine same.Obravnavane skulpture posedujejo oblo, včasih mehko, spevno zaokroženo, lahko pa tudi razgrajeno, razdelano prostomino, kjer se posegi v prostor odpirajo v prevotlenost.<br />
Umetnica ni vedno angaZirana z posredovanjem, ampakje bolj opazovalka, in skusa ujeti že določeno. S svojim subtilnim sluhom naravi, čutom po “dobri obliki” se skozi objektivno realnost, predrnetno prebije do “prosojnosti predrnetnega”. Z “veznimi načini prostorskosti”, ritmičnostjo forme, ki jo razvija kot predrnet, kot strukturo in jo plemeniti z elementom svetlobnosti odreja nereseno prisotnost materialnega v smislu odhoda v duhovno. V polju psihičnega kjer njena sugestivnost obvlada niha med “romantičnostjo” in strogostjo.</p>
<p>Dejan Mehmedović</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/mehmedovic-slovenian/">Mehmedović, from the show ‘The Passage Through 2004’ Izola and Koper (slovenian)</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Reska poetika / Poetica tagliente 2021 ( italiano )</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:36:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gail Morris Poetica tagliente    La partecipazione a trasformazioni cosmogoniche cela il pericolo delle attività proibite. Il Dio del fuoco, il conoscitore dei vulcani, il protettore dei fabbri, Efesto, seduce l’artista. Il fabbro che manipola con il fuoco è custode di segreti e la sua attività è vicina alla magia. Nonostante possa forgiare l’universo, egli non &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/reska-poetika-poetica-tagliente-2021-italiano/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gail Morris</p>
<p><em>Poetica tagliente    </em></p>
<p><em>La partecipazione a trasformazioni cosmogoniche cela il pericolo delle attività proibite. Il Dio del fuoco, il conoscitore dei vulcani, il protettore dei fabbri, Efesto, seduce l’artista. Il fabbro che manipola con il fuoco è custode di segreti e la sua attività è vicina alla magia. Nonostante possa forgiare l’universo, egli non è un Dio. Il fabbro entra in contatto con l’universo padroneggiando il fuoco e l’acqua, e questa è una trasformazione alchemica. Ciononostante, o forse proprio per questo motivo, Gail tende verso la temperatura, l’ardere, il fuoco, trasformando l’azione artistica in un gioco rituale con lo stato degli elementi.</em></p>
<p>Gail Morris ribadisce ancora una volta che nell’arte contemporanea la tecnologia e il materiale non determinano lo status di un’opera. L’artista presenta le sue opere, create combinando materiali e tecniche, come installazioni nello spazio. Possiamo viverle come omogenee, indipendentemente dalla loro specificità unica. Analizzando l’opera di Gail Morris, si nota la concentrazione verso il completamento di una ricerca artistica. Anche se i suoi cicli precedenti continuano a mescolarsi e a persistere, l’artista resta sempre consapevolmente fedele al suo canone autoimposto, evitando le insidie dei giochi di parole.</p>
<p>Tutti gli oggetti sono tridimensionali e rivelano l’approccio scultoreo e la formazione dell’artista. Si tratta di oggetti, oggetti mobili e, più precisamente, di oggetti ai quali è stata attribuita la possibilità di muoversi. Le forme rimandano all’erba stilizzata, alla pianta del papiro o, forse, a un allegro pilastro antico. Alcuni oggetti sono sospesi in aria e altri posizionati sul pavimento. Possiamo considerare questo ciclo anche come un insieme di grafici tridimensionali.</p>
<p>Gli elementi spaziali del progetto sono caratterizzati da materiali ben definiti: si tratta di materiali riciclati, da installazione, barre e superfici in vetro. La sfida per l’artista è giocare con elementi che (ri)costruisce, elementi trovati a caso e che successivamente seleziona. La sua creatività non trova ostacolo nella tecnologia e nei materiali. La composizione dell’interno, dell’esposizione è cosparsa di frammenti: opere in aria e sul pavimento. Il rapporto tra linee nere e superfici trasparenti e geometriche che costruiscono l’oggetto è drammatizzato dal ritmo. Non siamo sicuri se la forma dell’oggetto dipenda dalla linea scura o se la linea dipenda dalla forma piatta, triangolare e sfocata. La linea giocosa, che rappresenta un elemento estetico e strutturale, e le superfici piatte, semitrasparenti e nettamente allungate, associano all’ariosità e allo spazio. Questi potenziali <em>mobiles</em> presentano numerose possibilità di movimento, ma non si muovono. Offrono la sensazione di uno spazio definito.</p>
<p>Oggetti imponenti creano il ritmo di questo spazio espositivo, che orienta l’attenzione verso l’intersezione tra esperienza del pericolo e poetica. Tutti gli oggetti sono dello stesso tipo, fatti con gli stessi materiali, ma secondo composizioni diverse. L’artista rispetta e non nasconde l’essenza del materiale, nonostante sia guidata dall’intenzione di attribuire nuovi significati, modifica drasticamente le norme archetipiche dell’esperienza. Come se il suo pensiero provenisse da Efesto. Quanto più egli si nasconde, tanto più l’artista lo rende visibile. L’energica destrezza di Efesto, l’energia della sua conoscenza del fuoco, della temperatura, sono collegate al materiale vetroso, scuro, sintetico ma anche fonte di illusione. La trasparenza parziale rimanda all’elemento acqua. Il carattere sfocato degli elementi in vetro non nasconde la luce, né lo spazio. Lo mette semplicemente nell’ombra. L’artista inserisce sapientemente questi elementi e/o le loro associazioni nel progetto. Le forze energiche si trasmettono attraverso forme scure e allungate, anche se l’energia si esprime tramite parti appuntite e triangolari degli oggetti. L’artista raggiunge il suo canone attraverso una trasformazione degli oggetti e un’esposizione drammatica. Gli elementi aguzzi, le forme del vetro potenzialmente pericolose dal punto di vista fisico, si combinano in una unità solida, biomimetica ma anche lirica.</p>
<p>Il dramma e anche la riservatezza alla base dell’idea progettuale si rendono riconoscibili attraverso i materiali utilizzati. Elementi allungati, scuri e sintetici rappresentano la struttura portante ma associano anche alla forma. Qui c’è il vetro, che è un materiale tangibile, ma che permette il passaggio della luce e/o dello sguardo. Sembra che ci venga presentato al margine dell’associazione tra organico e tecnologico. Le parti fredde e scure ci sembrano organiche, modellate in un modo non uniforme da sembrare vive. Il dramma è dato da elementi potenzialmente pericolosi, creati con materiali trasparenti. In base all’esperienza, il vetro si presenta come un materiale utile per dividere l’interno dall’esterno, ma fragile. Qui troviamo segmenti decorativi semitrasparenti appuntiti e applicati deliberatamente in modo misero. Sembra che l’artista ci metta in guardia rispetto al quotidiano diviso tra percezione della bellezza e dramma della sopravvivenza.</p>
<p>Questa è una ricerca sul percorso che dalla superficie e dalla linea porta all’occupazione dello spazio. Suggerisce sempre un’“appropriazione” dello spazio e la sua incorporazione nelle forme. Il rapporto con l’osservatore diventa comunicazione attiva perché, in seguito alle perforazioni create e al movimento dell’occhio dell’osservatore, cambia anche la forma dell’oggetto. Gli oggetti si attivano grazie alla pienezza dello spazio. L’artista, nella sua spiegazione, racconta dell’idea della problematizzazione e dell’annullamento dell’idea di uno spazio dato. Realizza tutto questo attraverso posizionamenti, dimensioni, materiali selezionati nell’ambito dell’esposizione. Percorrendo lo spazio dell’esposizione, la superficie di contrasto delle forme si presenta sempre in modo attivo da ogni prospettiva. Gli oggetti nello spazio fluttuano, nonostante la materialità. Gail offre un tempio di forme, un tempio di ritmi.</p>
<p>Abbiamo di fronte forme biomorfe, astratte e distopiche. L’artista sfrutta le risorse della materia, ma non senza una strutturazione temporale e spaziale. Inoltre, nella sua riflessione, li segna con la spontaneità e impulsività del gesto. Qui, unioni visibili comunicano in modo drammatico con le forme piatte, triangolari e sfocate. Tuttavia, sembra che l’artista presenti la realtà proprio grazie a queste caratteristiche dei materiali e forme utilizzati. Oltre a utilizzare in modo eccessivo materiali sintetici, ci troviamo sempre sotto pressione, spaventati, avvolti da una sensazione di insicurezza per la sopravvivenza. Si tratta di un’esistenza messa in discussione, di minacce costruite, attacchi pubblicitari, prodotti base troppo costosi, tra cui l’acqua e l’energia elettrica, per arrivare al pane e al latte. I dubbi sul domani non danno tregua alla tensione nervosa. La pressione è costante e non si ferma mai. Quando pensiamo che domani sarà una giornata dedicata alla pace del corpo e dell’anima, arrivano bollette, solleciti, o si guasta lo scaldabagno. Non sappiamo com’era per le generazioni passate, ma ci sembra davvero che nel presente ci si tenga volutamente e costantemente in una situazione di tensione mentale.</p>
<p>La sinergia dell’inclusione ci allontana dai singoli elementi e orienta verso l’idea del progetto come insieme. L’artista offre un’idea d’autore grazie a una sensibilità eccezionale e interventi equilibrati, senza lasciarsi sedurre dalle possibilità dei materiali. È evidente l’utilizzo della maestria in linea con l’idea. L’artista crede nella semplicità. Non è stata sedotta nemmeno dall’idea della geometria dura. Sembra allineare gli elementi in serie, tracciarli con la mano, con un tratto libero, conferendo ulteriore e insostituibile fascino all’intero progetto.</p>
<p>L’autrice ci provoca con un’esposizione di oggetti potenzialmente pericolosi e taglienti. Indica l’incertezza della realtà. Offre l’esperienza personale, senza gravare la forma di definizioni. Aggira la narrazione. L’osservatore è incoraggiato a vivere l’esperienza. Noi dobbiamo “scivolare” tra gli artefatti, evitando quel tatto che dal punto di vista visivo e vitale non garantisce sicurezza. Qui sta la forza della riflessione artistica. Nell’attirarci, trascinarci nell’esperienza che l’artista ha del mondo che la circonda. Gail Morris lo fa in modo magistrale. Perché l’arte contemporanea non è qui per offrire dipinti esteticamente belli, ma per offrire un avvertimento, ricordare, stimolare alla riflessione su noi stessi e sulla nostra posizione all’interno di questo attimo storico.</p>
<p><em>Abbiamo di fronte una testimonianza ferma sulla teoria dialettica della partecipazione. Gli elementi che riconosciamo nelle opere, sotto l’egida dell’artista, sono esposti in un sistema interattivo di trasformazione. In questa ambientazione mistica, tipica di Efesto, queste forme alludono a piante o essere viventi o forse al mistico Graal.</em></p>
<p>Eugen Borkovsky, agosto 2021</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/reska-poetika-poetica-tagliente-2021-italiano/">Reska poetika / Poetica tagliente 2021 ( italiano )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Reska poetika / Poetica tagliente 2021 ( croatian )</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 10:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gail Morris Reska poetika Sudjelovanje u kozmogonijskim mijenama skriva opasnost zabranjene djelatnosti. Bog vatre, znalac vulkana, pokrovitelj kovača Hefest, zavodi umjetnicu. Kovač koji manipulira vatrom, posjednik je tajni, a njegova djelatnost srodna je magiji. Premda kovač može iskovati svemir, on nije bog. Kovač stupa u vezu s univerzumom vladajući vatrom i vodom, a to je &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/reska-poetika-poetica-tagliente-2021-croatian/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gail Morris</p>
<p><em>Reska poetika</em></p>
<p><em>Sudjelovanje u kozmogonijskim mijenama skriva opasnost zabranjene djelatnosti. Bog vatre, znalac vulkana, pokrovitelj kovača Hefest, zavodi umjetnicu. Kovač koji manipulira vatrom, posjednik je tajni, a njegova djelatnost srodna je magiji. Premda kovač može iskovati svemir, on nije bog. Kovač stupa u vezu s univerzumom vladajući vatrom i vodom, a to je alkemijska pretvorba. Unatoč tome, ili možda baš zbog toga, Gail poseže za temperaturom, gorenjem, vatrom, a umjetničku akciju pretvara u ritual igre stanjima elemenata. </em></p>
<p>Gail Morris još jednom potvrđuje da u suvremenoj umjetnosti tehnologija i materijal ne označavaju status djela. Umjetnica predstavlja rad(ove) izvedene kombiniranjem materijala i tehnika, ponuđene kao instalacije u prostoru. Možemo ih doživjeti kao istorodne, bez obzira na njihovu pojedinačnu posebnost. Analizirajući rad Gail Morris, primjetna je koncentracija na zaokruživanje jednog likovnog istraživanja. Iako se njezini dosadašnji ciklusi prelijevaju i nastavljaju, umjetnica uvijek svjesno ostaje unutar samozadanog kanona izbjegavajući zamke dosjetki.</p>
<p>Svi predmeti su trodimenzionalni, što odaje skulptorski pristup i edukaciju autorice. Tu su objekti, mobilni objekti i, još preciznije, objekti kojima je inicirano moguće kretanje. Oblici asociraju na stilizirane trave, biljku papirus ili, možda, razigrani antički stup. Nekoliko predmeta ovješeno je u zraku, a nekoliko na podu prostora. Ovaj ciklus možemo sagledati i kao skup trodimenzionalnih grafika.</p>
<p>Prostorni elementi projekta imaju iskazan materijal: to su reciklirani instalacioni elementi,  šipke i staklene površine. Umjetnici je izazov poigravanje elementima koje (re)konstruira, i koji su slučajno nađeni pa izabrani. Njena kreativnost nije sputana tehnologijom niti materijalima. Kompozicija interijera, postava raspršena je fragmentima: radovima u zraku i na podu. Odnos crnih linija i transparentnih, geometriziranih površina koje grade objekt dramatizira ritam. Nismo sigurni je li oblik objekta ovisan o tamnoj liniji ili je linija ovisna o zamućenom trokutastom, plošnom obliku. Razigrana linija, koja je i estetski i konstrukcijski element, uz polu &#8211; transparentne, oštro izdužene, plošne površine asociraju prozračnost i prostor. Ovi potencijalni mobili imaju mnogo mogućnosti za pokretanje, ali se ne kreću. Nude dojam obilježenog prostora.</p>
<p>Impozantni predmeti čine ritam ovog galerijskog postava koji plijeni pažnju na razmeđi doživljaja opasnosti i poetike. Svi predmeti su istovrsni, sastoje se od istih materijala, ali različito ustrojeni. Autorica poštuje i ne sakriva bit materijala, unatoč tome što, vođena naumom davanja novog smisla, drastično mijenja arhetipski normativ doživljaja. Kao da je misao potekla od Hefesta. On se više se prikriva, umjetnica ga predstavlja vidljivim. Energije Hefestove spretnosti, znanja o gorenju, temperaturama, u sprezi su s tamnim, sintetičkim ali i iluzionističkom staklenim materijom. Djelomična transparentnost, nudi ideju elementa vode. Zamućenost staklastih elemenata ne sakriva svjetlo ni prostor. Samo ga zasjenjuje. Navedene elemente i/ili njihove asocijacije umjetnica znalački uklapa u projekt. Silnice energija prenose se tamnim, izduženim oblicima, ali energiju iskazuju i oštri, trokutasti dijelovi objekata. Umjetnica dostiže kanon oblikovnim mutacijama oblika i dramatičnim postavom. Oštrine, potencijalno fizikalno opasni oblici stakla, ovdje se usklađuju u čvrstu, biomimetičku, ali lirsku cjelinu.</p>
<p>Dramatiku, ali i tajnovitost ideje projekta prepoznajemo u korištenim materijalima. Izduženi, tamni, sintetični elementi predstavljaju okosnicu, ali i asocijaciju oblika. Tu je staklo koje jest opipljiva materija, ali kroz koju je moguć prodor svjetla i/ili pogleda. Čini nam se da je predstavljeno na rubu asocijacija organskog i tehnološkog. Hladni, tamni dijelovi nam se ovdje čine organskim, oblikovani su nejednako pa djeluju životno. Dramu zapravo nude potencijalno opasni elementi izvedeni transparentnim materijalom. Po iskustvu je staklo korisni materijal za razdiobu eksterijera i interijera, ali krhak. Ovdje, ornamentirane polutransparentne segmente nalazimo ušiljene i namjerno oskudno aplicirane. Kao da nas umjetnica upozorava na svakodnevicu razdijeljenu između uočavanja ljepote i dramatičnosti preživljavanja.</p>
<p>Ovo je istraživanje na putu od plohe i linije ka zauzimanju prostora. Uvijek je sugerirana „krađa“ prostora i njegovo inkorporiranje u oblike. Odnos s promatračem doveden je do aktivne komunikacije jer se, uslijed postignutih perforacija, kretanjem promatračeva pogleda, mijenja i oblik predmeta. Objekti su aktivirani ispunjenošću prostorom. Umjetnica u obrazloženju navodi ideju problematiziranja, anuliranja ideje zadanog prostora. Ona to ostvaruje pozicijama, veličinama, odabranim materijalima unutar postava. Prolazeći postavom, kontrastna površina oblika uvijek se iz svake perspektive predstavlja na aktivan način. Objekti u prostoru lebde, unatoč materijalnosti. Gail nam nudi hram oblika, hram ritmova.</p>
<p>Pred nama su biomorfni, apstraktni, distopijski oblici. Autorica eksploatira resurse materije, ali ne bez vremenske i prostorne strukturiranosti. Pored toga, u promišljanju, označava ih spontanošću i impulzivnošću geste. Ovdje, vidljivi spojevi dramatično korespondiraju s plošnim, trokutastim, zamućenim formama. No, čini se da baš tim karakteristikama korištenog materijala i oblika umjetnica predstavlja realnost. Pored pretjeranog korištenja sintetičkih materijala, mi smo stalno u nekom pressingu, strahovima, osjećaju nesigurnosti opstanka. To su upitna egzistencija, konstruirane prijetnje, napadi reklamokracije, precijenjeni elementarni proizvodi od vode, električne energije, pa sve do kruha i mlijeka. Upitnost sutrašnjice ne daje nam odah od živčane napetosti. Stalna presija nikada ne prestaje. Kada mislimo da je sutra dan mira za dušu i tijelo, stigne nam neki račun, opomena, ili nam se pokvari bojler. Ne znamo kako je bilo generacijama ljudi prije nas, ali nam se zaista čini da nas se u suvremenosti namjerno stalno održava u stanju mentalne napetosti.</p>
<p>Sinergija uklopljenog odvaja nas od sabiranja elemenata i okreće dojmu cjelokupnog projekta. Autorica nudi autorski koncept vrhunskim senzibilitetom i uravnoteženim intervencijama, a da ju nisu zavele mogućnosti materijala. Očito je korištenje zanata u suglasju s idejom. Umjetnica vjeruje u jednostavnost. Nju nije zavela niti ideja tvrde geometrije. Ona elemente kao da niže, ocrtava rukom, slobodnim potezom, što daje dodatni i nezamjenjivi šarm cijelom projektu.</p>
<p>Umjetnica nas provocira postavom potencijalno opasnih, oštrih predmeta. Ukazuje nam na nesigurnost realnosti. Osobni doživljaj je ponuđen, ali nije oblikovno opterećen definicijom. Zaobiđena je naracija. Promatrač je potaknut na doživljaj. Mi se moramo „provlačiti“ između artefakata, izbjegavajući dodir koji nam vizualno i doživljajno ne garantira sigurnost. Upravo je tu snaga umjetničkog promišljanja. Da nas privuče, uvuče u autorov doživljaj okruženja. To Gail Morris čini maestralno. Jer, suvremena umjetnost nije tu da nam preslikava lijepe slike, već da nas upozori, podsjeti, inicira na promišljanje o nama samima i našem položaju unutar povijesnog trenutka.</p>
<p><em>Pred nama je zaustavljeno svjedočenje o dijalektičkoj teoriji sudjelovanja. Elementi koje prepoznajemo na radovima, pod paskom umjetnika izloženi su interaktivnom sustavu mijene. Medij pretvorbe je vatra. U ovom Hefestovskom, mističnom okruženju ove forme nude ideju biljaka ili bića ili možda mističnog Grala.</em></p>
<p><em> </em>Eugen Borkovsky, VIII. 2021.</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/reska-poetika-poetica-tagliente-2021-croatian/">Reska poetika / Poetica tagliente 2021 ( croatian )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ceramics ( english )</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 15:58:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ceramics started as a way to work through ideas quickly. So that they could be fired and saved rather than the previously used wax, which was almost impossible to conserve. These works began as a sketchbook, three-dimensional sketches, some of which slowly developed into smaller sculptures for their own sake. (In as much as they &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/ceramics-english/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ceramics started as a way to work through ideas quickly.<br />
So that they could be fired and saved rather than the previously used wax, which was almost impossible to conserve.<br />
These works began as a sketchbook, three-dimensional sketches, some of which slowly developed into smaller sculptures for their own sake. (In as much as they remain as the finished products) not to be taken into another material or scale.<br />
They belong to the series ‘Earthen houses ‘.</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/ceramics-english/">Ceramics ( english )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Notes on teaching (english)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 17:15:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>My teaching methods follow a mix of the basic traditional principles of finding planes and points within a stone. I usually begin by asking the students / participants to clarify some of their ideas in one or various models or maquettes. These can be in clay, wax, plaster, cardboard or any fast working material that &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/notes-on-teaching-english/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>My teaching methods follow a mix of the basic traditional principles of finding planes and points within a stone.<br />
I usually begin by asking the students / participants to clarify some of their ideas in one or various models or maquettes. These can be in clay, wax, plaster, cardboard or any fast working material that will survive a few weeks of handling. Once a maquette has been produced the scale should be decided. It can be presented next to and envisioned within a piece of stone.<br />
If possible one or more points of reference should be taken from the model and found on the surface of the stone. If there is no point on the surface then one should be found below and taken as the first fixed point. From the first fixed point other points or planes can be found below the surface, connecting one to another. Correcting and cross referencing continually. Thus slowly bringing out the volume of the desired sculpture from within the stone, three dimensionally. Only once this has been done should any attention to detail occur.<br />
Once the external points and planes are in the correct position the final details can be worked, quickly and accurately. The sculpture will be achieved without loosing control and without wasting too much time.<br />
Things we will be covering.<br />
Clothing for safety / comfort: gloves goggles, ear protection.<br />
How to hold and use the points/hand tools.<br />
How to hold and use the hammer. I.e. long swings<br />
Body weight while working<br />
Posture and body position<br />
Never work above heart level<br />
Marking out. Invest plenty of time finding one or two fixed points and from there work onwards to 2nd and 3rd outer points. Keep these connected; draw and maintain these connecting lines and points on the stone, they will help to maintain an order and use as cross reference as the work progresses.<br />
Use of set squares<br />
Use of parallel lines<br />
Circles or spherical shapes using a profile<br />
Use of angle cutter<br />
Splitting the stone<br />
Polishing.<br />
Once one has learned and mastered these basic methods and feels comfortable in using the tools one can do whatever one wants.</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/notes-on-teaching-english/">Notes on teaching (english)</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Of the Body ( english )</title>
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		<dc:creator><![CDATA[webmaster]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 15:12:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A new emerging collection of works, the smaller pieces titled ‘Of the Body’ were developed as a follow up to ‘Ulysses’ 2001-3. The fascination of the intent to make two materials work together. Which often led to more than two materials. Considering the body as a physical thing a functioning form, with all it’s parts &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/of-the-body-english/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A new emerging collection of works, the smaller pieces titled ‘Of the Body’ were developed as a follow up to ‘Ulysses’ 2001-3.<br />
The fascination of the intent to make two materials work together. Which often led to more than two materials.<br />
Considering the body as a physical thing a functioning form, with all it’s parts and complexity, with what we think of our bodies/ourselves.<br />
What we do to our bodies, how we treat our bodies/ourselves and how our bodies react.<br />
<a href="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1337 size-large" src="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054-1024x768.jpg 1024w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054-300x225.jpg 300w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054-768x576.jpg 768w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054-1536x1152.jpg 1536w, https://gailmorris.net/wp-content/uploads/2017/12/P1010054.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/of-the-body-english/">Of the Body ( english )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>A Passage Through ( english )</title>
		<link>https://gailmorris.net/project_list/a-passage-through-english/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webmaster]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 15:58:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Passage through developed into a theme over a period of ten years or so. Within this ten years was an extended period without working. It began with ‘Looking for a Light ‘ 1991. This piece was made as homage to Mark Rothko. I was trying to create the situation where light penetrates the stone: &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/a-passage-through-english/" class="more-link"></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Passage through developed into a theme over a period of ten years or so.<br />
Within this ten years was an extended period without working.<br />
It began with ‘Looking for a Light ‘ 1991. This piece was made as homage to Mark Rothko.<br />
I was trying to create the situation where light penetrates the stone: for it to illuminate an internal space, without directly cutting through the stone. This led to thoughts on entrances, exits and internal space.<br />
Internal space as form as well as the external surface dictating the form (A passage Through 2002-3) and untitled of the same year.<br />
Two more pieces are slightly different in nature in as much as one has physical form passing through creating a discussion between two stones (Ulysses 2001-3).<br />
The other (Like Ships in the Night 2005) has form creating an empty space which holds two stones in tension, giving a strength and physicality to empty space.</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/a-passage-through-english/">A Passage Through ( english )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insula show 2011 ( english )</title>
		<link>https://gailmorris.net/project_list/insula-show-2011-english/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webmaster]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 15:55:26 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://3theme.com/tf004/light/?post_type=project&#038;p=600</guid>

					<description><![CDATA[<p>The contextual framework of the project, within which this exhibition is set, is stone sculpture. Gail Morris, is inside the stone, inside the material which she found on the Istrian soil, and achieved her credo. She took hold of and became part of the traditional artistic activity in that istrian region. In other words, Gail &#8230; <a href="https://gailmorris.net/project_list/insula-show-2011-english/" class="more-link"></a></p>
<p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/insula-show-2011-english/">Insula show 2011 ( english )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The contextual framework of the project, within which this exhibition is set, is stone sculpture. Gail Morris, is inside the stone, inside the material which she found on the Istrian soil, and achieved her credo. She took hold of and became part of the traditional artistic activity in that istrian region.<br />
In other words, Gail Morris is a sculptress whose personal works have a deep connection with the environment where her art is produced. “Identity transcription” is indicative to the fact that the British artist chose Istria as her permanent home.</p>
<p>The particular dialogue with the material is of her making. The development of the form is a personal determination that reflects the thinking process of a rational-emotional flow, which postulates a harmony within the current artistic work. Traditional classicism is the way the artist approaches her mission but is still open to the contemporary. Consciously her work is not burdened with compliance to certain conceptual criteria.</p>
<p>In general contemporary “classical” sculpting, the one that didn&#8217;t transform in conceptual “virtuality, subsides the basic principal of the autonomous work of art. It means that it is orbiting through lenient premises of modern form stylization, the shaping of space with her personal orientation still fits in a kind of figurative illusion-ism , pop art, some times minimalism and so on..</p>
<p>We could say that in the act of creation, Gail Morris isn&#8217;t on the path of radicalism, nor romanticism, but tough creation. It&#8217;s not a “new” or “classic” sculpturing but has a broad perspective to infinite structure, objectivity, open to individual imagination based on the material work of art. So her work is not so much an intervention on space, but a direct effect through the object on the environment.</p>
<p>The shape of the fundamental idea of the artistic mediation is an anthropomorphous object, which is predominant in her “Istrian” period. Surely the motive of that “object” left a trail, the heritage of which is visible even in her later works. The distant product of the motive hardly reflects, because of the lost spontaneity, but when we address to the detail, the under skin, the genetic space of every artifact, culminates with its actual prestige. The wide meaning, the “anthropobeing” that spread it&#8217;s content over the field of human relation, on the other hand profiles itself in a state of its own being, her existential awareness and auto-analysis, the idea is shown “metastaticlly” in her battle with the stone.<br />
At that point we have the reflection of a mental space, which is filled with individuality and sometimes with a network. Generally the sculpturing of Gail Morris is a process, the development of form, which in the domain of the chosen material (originally and widely stone) gives an optical expression and a rich suggestibility. On a parallel the work represents an “anthological” content of her self-experience and the responding environment, statements of cultural adaptation, history, inner self, emotionality, nature and spirituality.</p>
<p>We could certainly guess that the trail we are discovering on the timeline of the creative path slowly leads from figurative to abstract. On the previous cycle which the artist named “A passage through”, her sculpturing was aimed towards some form of fluidity, “crossing” through the media to the other side. Clay, stone and metal, are given shape within her hands. Gail Morris always respected the material which animated her with its existential roughness: metal and stone. Her metallic sculptures, created during her early study faze, were assembled in rather sharp structures, which captured a narrative confession in a theatrical game of translating reality. From here her works, like mentioned before were connected by the characteristics of interpersonal, men – woman relationships, that were explained through objects crafted in stony plasticity with rounded forms prevailing.</p>
<p>The figurative reflection was explicitly decided. The turning point in her work is visible in the production of the massive sculpture “Looking for a light”(1991) where the widening of the content of the “antropobeing” embraces the ideas of a future with the introduction of light.</p>
<p>The sculptress’ characteristic connection with nature is always present in the ideal and deeper sense. She clearly knows how to imitate shape and interaction of materials, this knowledge of materials being the preliminary component of the artistic work. The influence of this territory developed in the majority of the sculptress&#8217;s manner. In the sequence of development the idea of fluidity is probably heritage of the subtle relationship to the material, which inspired her initiative and desire. The visual purpose opened through her supports the experience of the artifact and it&#8217;s characteristic background where the problematic of sociology and existentialism are laid out.<br />
The Sculptures, exposed in the present exhibition are part of the continuous art process. The unstoppable grasping for the “ light happening” is particularly sharpened in a deductive eclectic manner.<br />
The principals of the artists working method relies on planning, but allows steps in spontaneous “direct carving” as the material dictates itself and influences the form. The oscillating relationship sculptress-sculpture is clearly “modus operandi”. The exhibited works manifest as objects, testimony of clever sculpting and arrangement of the materials, as the metallic forging complement the stone. Gail Morris tries to enrich the stone with metallic, copper and iron elements, which in their own “hard” characteristics are similar to stone. In the artist’s personal experience “credo”, the implementation represents a defined position.</p>
<p>The incontestable expressionism in it&#8217;s meaning, opposed to the surface. Morphologically growing from the roundness as the intention of the artistic activism is outlined in the field. It uncovers the creative approach where the tension in the visual expression stands as a challenge of mixing structures. As the tendencies of transparency and liquidity of the stone used to be a distinctive negation of nature, today are a complex derivation of tranquility and reflection. The decentralization of the rays (micelles), the headless, makes a postmodern disappearing figure, a“flowing” being which is dismissing in shape until fulfilled, as an upgraded idea.</p>
<p>The archetype of Medusa is the carrier of the antropozoophic** associative effect, which reflects the inside and outside world phenomenon. In the unavoidable relation with nature as everything exists only in the “inescapable” natural cycle, it&#8217;s about the thoughts and objects in motion. Objectively as we add the exciting relation between light and the hard material, the ambivalent experience where the “mood” of the material expresses the complexity of the suggestibility range of the sculptures. The stony objects that release metallic branches look outstanding. The “head” with the serpentine hair is the scary Gorgon, Medusa, the mythological character placed nude to emphasize physicality, which invokes the complexity of the object “in sito”. When watching the general frame we can see a visual lead, an abstract image of a light effect. Everything filled with rays, spontaneous and chaotic reflections that travel from the material like a thought, streaming swords in the swelling skin of the pulsating stone forced over the edge. Hard, rough, and heavy, but on the same time easy, light and fluid, like if it&#8217;s not stone, like if it&#8217;s not metal, like if it&#8217;s not an object. The inside out, microscopically macro fulfilling is interfering with the substance, which eliminates the distance between the subject and the object reality. The unstable structural interference between the branches and the roots is like a vascular system, with internal plasma or masked undressing outside. Almost always it&#8217;s physicality that is personal, experienced, implanted, internally unaware and spread. The transition between visible an invisible but mainly from rational to emotional is altogether introversion which doesn&#8217;t have any beginning nor end. Only knowledge.</p>
<p>What about the “story of the stone”? Stone is the irreplaceable expressive material for Gail Morris. The format, shape, “skin”, surface and the implementation of space and environment are completely harmonically fulfilled. The sketch, expressed in the expressible, limits the complexity. Gail Morris experienced a personal confrontation with the stone, decades ago, when she realized it would be a turning point her career. She felt the possibility to express herself. She felt the possibilities which where originating from “its inside”, from the “stone being”, as from the forms she crafted. Her will was crushing and shaping the stone for decades. She left it in large anthropomorphous pieces that today beautify different landscapes (Forma Viva) or she shaped it in smaller sculptures that appear in different formal points of interest. Altogether in her general ideals, her works are an endless road of discovering of self, others, and the environment. While working she became attached to the territory and with her life here. And once again the Istrian region showed itself as a relevant suggestive reality.</p>
<p>Dejan Mehmedovic  ( translation by David Isakovski )</p><p>The post <a href="https://gailmorris.net/project_list/insula-show-2011-english/">Insula show 2011 ( english )</a> first appeared on <a href="https://gailmorris.net">Gail Morris</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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